il crimine - tomo II

  • Titolo: Il Crimine - Assolto e Amnistiato a Pagamento - Tomo II
  • Autore: Alessandro Corvisieri
  • Editore: Paleario Editore
  • Genere: Saggistica
  • Anno: 2011
  • Pagine: 177
  • ISBN: 978-88-940882-5-0
  • Prezzo: EUR 30,00 (in abbinamento con il Tomo I)

alcuni brani

Da Inevitabili riflessioni (Pagine 288-289)

"Sull'Enea Silvio Piccolomini, furbo, falso, cinico, per molti aspetti spregevole, il barone Von Pastor ha termini d'esaltazione come per uno degli ingegni più spendidi e versatili del suo secolo. E dire che quello non era un secolo da poco. Ed ha il coraggio di giustificare uno dei tanti tradimenti di costui, quale il gratuito abbandono del suo eccelso benefattore Felice V, per passare cinicamente al partito opposto, sentenziando: Non può mettersi in dubbio che la spiegazione da lui data più tardi [spiegazione che non si conosce] di questo cambiamento di partito ha risposto alla verità e che vi hanno dato la spinta motivi più nobili che il mero egoismo ed utile personale.

Giudizi di questo genere non chiamano un commento; spingono se mai a riconoscere qualcosa di già udito: l'apodittica del prete, che ribalta la realtà o se l'accomoda, inseguendo modelli stantii che servano a recitare la parte. Sensazione uggiosa ma inevitabile a chi s'avventuri nelle faccende ecclesiastiche, che ha indotto già anni orsono l'impareggiabile Franco Venturi a convenir mestamente che in casi simili tocca allo studioso convivere a lungo con l'insopportabile barone Ludwig von Pastor. E' da dire ancora che la strabocchevole storia dei papi dell'ineffabile barone oltretutto riesce di faticosa lettura per prolisse divagazioni utili solo ad annacquare il discorso, a volte spericolato, rimandando a sciami incredibili di autori di parte.

Gli è che la Chiesa ha mobilitato a supporto del suo non tanto convincente autore un esercito di eruditi talari che, liberi come sono da assilli esistenziali e con tanto tempo e denaro a disposizione, han trovato il modo d'aiutare la barca millenaria su cui hanno scelto di galleggiare.

Purtroppo a questa elefantiaca congerie di vantate irregolarità, di voluti occultamenti, interpretazioni ambigue, immeritate aureole, annacquamenti opportunistici e meschine ingegnose malignità, oggi purtroppo s'allinea quasi al completo la nostra storia civile, quasi ci dibattessimo in un novello Stato Pontificio."

Da Lettura IV - Risposta agli apologeti vaticani (Pagine 405-406)

"A parte il fatto che noi abbiamo dimostrato che nei tariffari esista una piccola parte esigibile dagli scrivani ma insieme ad una di grosso importo destinata alla Camera apostolica, invitiamo ora questi signori della "equipe" a leggersi gl'infiniti documenti attestanti le donazioni a scopo di salvezza dell'anima, pretese (e ottenute) dalla Chiesa mediante le sue massime rappresentanze (alcune decisive le abbiamo riportate), e poi si prendano il lusso di replicare. Tanto per un esempio della "gratuita" premura dei papi per la salvezza delle anime, dovrebbe bastare la lettera del santo e celebratissimo papa Gregorio VII al vescovo di Passavia (Passau sul Danubio) presente nell'Epistolarium Gregorii PP. septimi, liber IX, ep. 3, che abbiamo riportato alla pag. 6 del presente lavoro.

Sarebbe da mettere in evidenza moltissimo altro materiale documentario per esporre sì baldanzosi apologeti ad una pessima figura sul piano dell'onestà intellettuale, ma a noi a questo punto basta chiudere la polemica con un argomento scaturito dalla pazienza e fatica che abbiamo a lungo impegnato nella lettura di ultimi difficili testi.

Abbiamo visto che il Pelayo non ha affatto escluso guadagni papali dalla concessione delle cosiddette grazie spirituali e dobbiamo aggiungere che noi incuriositi dall'opera di costui che non senza ragione s'intitola De planctu Ecclesiae, ovvero del mea culpa della Chiesa, siamo andati a ficcare il naso nella sua fittissima e impietosa stampa e dopo due intere giornate di ricerca, abbiamo scovato al recto della carta 29 del secondo libro dell'edizione di Lione del 1517, la seguente frase: (...) Ad literam quum sepe intraverim in cameram camerarii dni pape: semper ibi vidi nummularios et mensas plenas auro: et clericos computantes et trutinantes florinos; quas Christus pauper iterum irrimediabiliter et sempiterne de Ecclesia evertat, frase che così correttamente si traduce: Per l'esattezza, essendo io spesso entrato nella stanza del gentiluomo di camera di Nostro Signore il papa: là ho sempre visto quattrinai e mense piene d'oro: e chierici che contavano e pesavano fiorini. Che il Cristo, povero, sradichi di nuovo senza rimedio e per sempre simili cose dalla Chiesa.

Anche queste cosucce afferma colui che, con astuta contraffazione, è stato assunto a bandiera della piena estraneità papale agli introiti di Penitenzieria."

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