il crimine - tomo I

  • Titolo: Il Crimine - Assolto e Amnistiato a Pagamento
  • Autore: Alessandro Corvisieri
  • Editore: Paleario Editore
  • Genere: Saggistica
  • Anno: 2011
  • Pagine: 243
  • ISBN: 978-88-940882-4-3
  • Prezzo: EUR 30,00 (in abbinamento con il Tomo II)

Dalla pagina 38 alla pagina 130 è offerta al lettore la copia totale in anastatica di un autentico tariffario di Leone X cui si riferiranno le osservazioni dell'autore, La numerazione delle proposizioni consente di trovare le rispettive traduzioni tra la pagina 139 e la 204. Le proposizioni più scandalose sono raggruppate nel capitolo 5 a pagina 205.

alcuni brani

Da L'attuale tentativo d'esautorare i tariffari (Pagine 225-230)

"La stampa dei paesi cattolici ha sempre taciuto le più dure invettive lanciate contro l'avidità del papato, ma basta dare un'occhiata ad alcune ben documentate pubblicazioni centro-europee per leggerne di terribili.

Il Mansi, la raccolta di concili più citata dalla Chiesa, nei suoi trentuno volumi in folio, non riporta, ad esempio, che al ventottesimo concilio di Reims dell'anno 995, il vescovo Arnolfo ebbe a gridare, additando papa Giovanni XV Dico io, cosa pensate sia costui che splende d'una veste purpurea e d'oro e che siede sul soglio più alto? Senza dubbio fa a meno della carità ed è gonfiato ed esaltato dalla sola nomina, è egli un anticristo che siede nel tempio di Dio!

Né dice il Mansi che al concilio di Ratisbona dell'anno 1174 Eberardo vescovo di Salisburgo abbia dichiarato: Quello che è servo dei servi brama essere signore dei signori. Quell'uomo sfrenato, che si usa chiamare anticristo, saccheggia spoglia froda ed uccide.

E solo dal Gill, non dal Mansi, sappiamo che Pietro di Pulkau al concilio di Costanza dichiarava: Io posso affermare senza tema di sbagliarmi che i preti della Curia continuino a vendere senza vergogna la giustizia. E questa denuncia, si badi bene, precede di oltre un secolo quelle dei Luterani.

Ma ancora, da qualsiasi onesto autore di storia, risulta che nell'anno 1398 papa Bonifacio IX, riconosciuto nel marasma religioso del tempo come vero pontefice dalle storie vaticane, inviava in Germania, con molto scandalo locale, un vescovo autorizzato a dispensare un centinaio di ladri dal restituire il maltolto, in cambio di una congrua offerta alla Camera Apostolica.

Inoltre è sempre stata impedita la ristampa del De calamitatibus del generale dei Carmelitani Battista Spagnoli, noto agli studiosi come Baptista Mantuanus. Si tratta di un'opera latina in versi che più volte esprime lo sconcerto sofferto dall'autore per come era ridotta ai suoi tempi la "casa di Pietro".

Dall'unica edizione, che risale al 1502, riportiamo: La casa di Pietro, insozzata, / marcisce per un lusso senza freni: non rivelo nulla che non si sappia; / è lecito riferire ciò che è di dominio pubblico / (parla poi di ciò che, come specialità locali, si usa vendere in tutto il mondo e continua) da noi sono in vendita / i templi, i sacerdoti, i sacri altari, le aureole, / i fuochi, gli incensi, le preghiere; è in vendita il cielo ed anche Dio.

E se Lutero, quindici anni in appresso, scriverà quel che sappiamo nella sua trentaduesima tesi, vuol dire che all'inizio del XVI secolo le assoluzioni di comodo erano invariabilmente in uso; difatti non c'è storia che non nomini il frate Giovanni Tetzel che, con alcuni confratelli, girava per la Germania con cedole d'assoluzione prefirmate proprio da Leone X, da proporre e vendere a grandi peccatori di quel paese.

Ed è storia che le scandalose vendite siano continuate anche dopo il ritiro dei tariffari se alcuni fra i più dotti cardinali come i Sadoleto, Carafa, Contarini e Pole, incaricati da Paolo III nel 1536 di stilare uno schema per riformare la curia, s'espressero con estrema durezza sugli scandali indescrivibili risultanti dalla vendita di assoluzioni della Penitenzieria, dilaganti nella cristianità e di ostacolo ad ogni misura disciplinare. Essi finirono con l'affermare che quei mostruosi abusi sarebbero sufficienti a distruggere qualunque società che li permettesse ed in nome di Cristo imploravano papa Paolo III di farli finire. Ma c'è prova che le simoniache vendite continuarono ancora sotto il pontificato di Pio IV, se nel 1562 l'imperatore Ferdinando lamentava al Concilio di Trento che molte delle dispense papali concesse a Roma fossero scandali pubblici, che diminuivano e disonoravano l'autorità papale, gettando disprezzo su tutte le dispense, comprese le legittime.

Ci fermiamo nell'esporre prove del mercato delle assoluzioni che riteniamo a questo punto esaurienti ed avvertiamo di aver con ciò risposto alla inspiegabile perdita di tono del Muratori, ma anche e soprattutto ai mediocri e presuntuosi apologeti che stanno riversando su Internet oltre centoventi pagine a stampa, rivelando con l'occasione un modo di polemizzare tipico di preti oltrechè una sofferta o voluta ignoranza.

Siamo troppo avvezzi a certo argomentare per poterci confondere. Nei modi di costoro di ritrova uno spostare di continuo il discorso su argomenti marginali quando vengono a mancare quelli occorrenti alla tesi. La loro maniera è il risultato di una scuola che mira più a salvare la "Casta" che non a raggiungere la verità: ce ne offre prova l'annoso occultamento operato dal Vaticano d'una dilagante pedofilia nel clero, di fronte alla quale esso non trova di meglio che impegnarsi con tutte le forze a che non uno dei ripugnanti colpevoli finisca in galera.

L'attuale papa Benedetto XVI, celebrato per la sua dottrina, sembra ignorare il primo concilio della Chiesa latina, il Liberitanum o d'Elvira dell'anno 305, che nel canone LXXI prescrive la scomunica agli stupratori di bambini, cioè stupratoribus puerorum, nec in fine dandam esse communionem."

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